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regole d’oro durante una lite

Stephen J. Hopson di New york

si è inventato un lavoro

alquanto bizzarro ed interessante da

“motivational speaker”,

una specie di allenatore personale

alla convivenza

“pacifica” con il prossimo.

Resosi conto che i rapporti interpersonali

tra colleghi,

amici, parenti, conviventi

possono essere alquanto difficoltosi,

e le situazioni fastidiose se non gestite

possono sfociare in conflitti insanabili,

grazie alla sua esperienza a Wall Street,

ha prodotto una sorta di elenco di principi basilari

quasi dei comandamenti,

per evitare questa situazione.

Evitare liti inutili e dannose,

riuscire ad uscire senza danni da una discussione

che si accende in maniera esagerata,

riuscire a non farsi del male

in una discussione con un superiore,

e non fare del male alla persona

con cui si discute.

Hopson propone sette semplici regole

cui attenersi quando la situazione

precipita verso il litigio.

7 regole base da tenere presente in caso di LITIGIO

1.Mantenere la calma:

regola d’oro in quasi tutte le situazioni,

quando la discussione è in corso

meglio tacere e lasciare sfogare l’arrabbiato.

2..Lasciate che sia la controparte

a condurre la conversazione:

conseguenza della prima regola,

se l’altro gestisce la conversazione

sarà più facile tacere durante lo sfogo.

Nella maggior parte dei casi l’interlocutore

disputante ha solo voglia di sfogarsi un po’

e di essere ascoltato.

3.Tenere in considerazione il punto di vista altrui:

altrimenti significa che state parlando da soli.

4.Riconoscete le ragioni dell’interlocutore:

altrimenti state di nuovo parlando da soli,

oppure siete passati

dalla parte dell’interlocutore arrabbiato.

Hopson consiglia la seguente formula

per dichiarare all’altro la vostra attenzione:

«Sì, sì, capisco quello che intendi».

5.Evitare di insultare la controparte:

se gli insulti sono sulla punta della lingua,

andarsene è la poltica migliore:

se butta proprio male,

tenere presente che l’ira è cattiva consigliera

e cambiare momentaneamente aria.

6.Ammettere i torti,

se si è in errore ammetteterlo:

non è facile  ma se e quando accade

riuscirete ad essere apprezzati

dall’interlocutore, 

probabilmente per il resto della vita.

7.Usare l’immaginazione: se proprio non è

possibile, blandire, coccolare e scappare,

è possibile provare ad usare l’immaginazione

e trasformate il tiranno nemico che vi sta di fronte

in un orco buono,

in un personaggio delle favole,

con una psicologia semplice e burbera.

Sarà più facile resistere all’attacco

e uscirne indenni.

verrebbe da aggiungere il classico

fate l’amore

non fate la guerra

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Pubblicato 10/11/2012 da mondiparalleli2 in pensieri

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